domenica 6 aprile 2014

Il bisogno di essere riconosciuti e la trasmutazione interiore


A volte soffriamo perché persone per cui abbiamo provato amore hanno scelto di non rivolgerci più la parola senza una spiegazione, un chiarimento, rifugiandosi nella loro torre di avorio e di non darci più una possibilità chiudendo la porta del loro cuore.
Quelle stesse persone che usavano parole come "rispetto" e "dialogo" ma che vivono di monologhi.
Quelle stesse persone che incontrandoci per strada o in un bar a un nostro sguardo o saluto rispondono con un freddo "ciao" o abbassando la testa facendo finta di non vederci. Non ti guardo così non devo vedere me stesso.
Quelle stesse persone che hanno scelto invece di aprire il loro cuore verso altre persone, vampiri energetici, a cui perdonano tutto confondendo l'amore con l'attaccamento e vedendo in loro quella figura paterna o materna che non hanno mai avuto.
All'inizio potremmo chiederci: "perché lui o lei sì e io no?".
La risposta possiamo trovarla forse nelle parole di Vadim Zeland: "Tutti noi, in un modo o nell’altro, “specchiamo noi stessi”. Questo si vede chiaramente quando reagiamo a qualche stimolo o fattore irritante esterno. Appendiamo agli altri le proiezioni delle nostre aspettative; accusiamo gli altri di ciò di cui pecchiamo noi stessi; critichiamo gli altri per quello di cui siamo in difetto; adoriamo soffermarci sulle imperfezioni, le mancanze e i fallimenti altrui; andiamo in escandescenze quando si fa allusione alle nostre debolezze. Insomma, entriamo in risonanza con ciò che consciamente o inconsciamente ci preoccupa o ci manca. Lo stesso vale per i nostri punti di forza. Ad esempio, la compassione e l’empatia sono le forme supreme di manifestazione dell’amore incondizionato. “Ti amo e ti apprezzo non meno di quanto ami e apprezzi me stesso”. Il desiderio di aiutare, la partecipazione sincera, la nobiltà d’animo, il rispetto, la dignità, l’onore e la generosità nei confronti delle persone, degli animali, delle piante, dell’intero nostro pianeta. Mi prendo cura del mio mondo e il mio mondo si prende cura di me. E in molti possiedono queste qualità".
Se io non ho ricevuto nella mia infanzia amore e non ho rispetto per me stesso, non riconoscerò l'amore quando lo incontrerò sulla mia strada, ma al contrario lo chiederò ha chi il mio stesso bisogno allontanando le persone da cui invece lo desidero ma non riesco ad averlo.
Di conseguenza mi circonderò di persone che non mi rispettano ma che sono la proiezione inconscia di come mi comporto con gli altri. Oppure vivrò relazioni immature in cui l'altro mi mostra di me stesso solo quegli aspetti che ho già integrato ma che non mi fanno crescere. Quello che mi farà crescere è proprio quello che mi da fastidio dell'altro. Quello che giudico dell'altro è la mia opportunità di evoluzione.
Un bruco si circonda di bruchi. Una farfalla di farfalle. E' la legge della natura. Un bruco può diventare una farfalla ma non può tornare a essere un bruco.
Attiriamo a noi quelle persone che si trovano al nostro stesso livello di coscienza. Le altre lasciamole stare dove stanno dentro quella "crisalide protettiva" da cui hanno paura di uscire per trasformarsi e prendere il volo.

Tiziano Cerulli


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